Mentre l’ondata di paura arriva a Wall Street e sui listini europei, la Cina sembra aver già voltato pagina, sia sul versante sanitario sia su quello finanziario.

Mentre a Wuhan il Governo inizia a chiudere due ospedali costruiti appositamente per fronteggiare l’emergenza e si inizia a pensare alla possibile fine dell’isolamento (fonte: La Repubblica), infatti, la Borsa di Shanghai ha accelerato ed è rapidamente tornata oltre i livelli di inizio anno.

A distanza di un mese e mezzo dal 20 gennaio, giorno in cui la Cina annunciò al mondo l’esistenza del Coronavirus, infatti, il listino cinese sorprende tutti, recupera le perdite e arriva addirittura a rivedere il segno più nella variazione dal 31 dicembre 2019: +0,7%.

Un dato sorprendente? Certamente sì, se lo guardiamo da dentro l’attuale fase italiana ed europea.

Ma in realtà non si tratta di un dato del tutto inatteso: alcuni analisti, infatti, per analogia con l’epidemia Sars del 2003, hanno sempre sostenuto che dopo un calo vertiginoso, anche in questo caso la Borsa si sarebbe ripresa relativamente in fretta. Nel 2003, con la SARS, dopo un mese dal minimo il recupero era quasi del 15% e dopo tre mesi di oltre il 30%. Andamenti simili li abbiamo visti anche con l’influenza suina, con Ebola e con Zika.

E oggi, un mese e mezzo dopo lo scoppio dell’emergenza coronavirus, il listino cinese recupera tutto.

La speranza, ovviamente, è che quanto sta accadendo a Shangai sia di buon auspicio anche per le Borse Occidentali: considerando che da noi l’epidemia è arrivata più tardi, quindi, non ci resta che muoverci con attenzione e consapevolezza e sperando che nel giro di qualche settimana l’effetto Shangai inizi a manifestarsi anche qui.

Nel frattempo, il must è tenere i nervi saldi, evitando di farci prendere dal panico.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Copyright © Roberta Piscopo. All rights reserved | Developed by: NETLY
Privacy Policy Cookie Policy